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La mia esperienza Erasmus

La mia esperienza Erasmus  -
Qualche anno fa leggendo un articolo su una rivista decisi di fare la domanda e partire per l’Erasmus.
L’articolo parlava dell’esperienza di 4 ragazzi che approfittando del “programma di mobilità per lo studio” avevano fatto delle esperienze in 4 diversi paesi, ed una frase mi colpì: “Fra qualche anno ci saranno due tipi di persone: quelle che hanno fatto l’Erasmus e quelle che non l’hanno fatto”. Ed ora, vedendolo in retrospettiva, mi rendo conto di quanto erano vere quelle parole. Negli ultimi anni è diventato quasi un “must” per tutti gli studenti universitari.
A dire la verità io all’inizio sarei voluta andare in un paese dove si parlasse l’inglese per migliorare la lingua, ma per l’Inghilterra c’erano soltanto 2 borse di studio e  mi fu assegnata la seconda scelta, Roma. Partire per Roma significava iniziare da capo con una nuova lingua, e qualche tempo dopo, Roma, la città eterna, divenne per me la prima scelta. 

Non posso parlare dell’Erasmus senza fermarmi un attimo a parlare dei primi giorni, quei primi giorni in cui ti trovi in un paese diverso, senza saper parlare la lingua (sapevo dire solo pomodoro, ciao, peperoni e mozzarella!), nella stanza di un ostello condivisa con altre 7 persone, con gente appena conosciuta e cercando una stanza in una città così difficile. Quei primi giorni, che per altre persone sono stati un incubo, per me sono stati preziosissimi. L’avventura di costruire una piccola famiglia con gli amici che stanno nella tua stessa situazione, scoprire la città a base di scarpettate e mappe per trovare casa, tornare in ostello e vedere come la famiglia si riuniva per cenare insieme. Per non parlare dell’università, che per me è stata una grande esperienza, anche se non erano veramente le stesse materie, poiché i piani di studio sono diversi, ma è proprio nella diversità, dove si acquisiscono le particolarità che in altri modi ti sfuggono. 

All’inizio ovviamente ho trovato molta difficoltà, dovuta alla mia ridotta conoscenza della lingua, ma pian piano che il tempo passava, capivo sempre di più e non avevo quasi più bisogno di portarmi sempre dietro il dizionario.
Una delle cose che mi stupì dell’università italiana fu la quantità di appelli per ogni esame e il fatto che gli esami fossero tutti orali. In Spagna ne abbiamo due per ogni materia, l’appello ordinario e l’appello straordinario che generalmente si fa a settembre, e sono tutti scritti. Qui invece, gli appelli iniziano a novembre! E mi ritrovai a metà novembre a sostenere gli esami in italiano! La cosa buffa era che a malapena riuscivo a legare due frasi! In quell’appello sostenni soltanto un esame e non andò neanche tanto male… 

Con il tempo ho imparato sempre di più, dalla gente che mi stava intorno, dalle lezioni che frequentavo, dalle persone che conoscevo a mensa, ovunque.
Dopo due mesi che stavo a Roma ho conosciuto un gruppo di ragazze italiane; con loro organizzavamo pranzi, cene, serate, gite… E’ stato fondamentale conoscere la gente del posto per ambientarmi, per farmi insegnare le loro abitudini, i giri di parole, il vocabolario… Oggi, dopo quattro anni, queste amiche sono diventate la mia famiglia a Roma, dove abito da due anni.

Anche se italiani e spagnoli siamo molto simili per alcuni aspetti e diversi per altri, non ho mai avuto problemi d’integrazione. In Italia secondo me la gente è più tradizionalista e rispetta al massimo le proprie usanze. Ad esempio come con il cibo: se una ricetta si fa in un modo non ti azzardare ad aggiungere un ingrediente in più! In Spagna lo viviamo in maniera più rilassata, la gente si prende più libertà e pensa meno al modo tradizionale di fare le cose, se non a come farlo a modo suo.

Nel complesso posso dire che l’esperienza dell’Erasmus sia stata una delle più belle che ho fatto in vita mia. Ti insegna cose che non sapevi, di te stesso e delle cose che ti circondano, di altri paesi e di altre culture. Ti fa crescere, ti apre la mente, ad un altro modo di vedere la tua vita, non pensi più alla piccola città dove sei nato oppure a rimanere per sempre nel tuo paese. Pensi più in grande, chissà dove ti porterà la strada, l’importante è sapere che tutto è fattibile. Dopo la laurea ho deciso di fare una nuova esperienza lavorativa all’estero vincendo una borsa Leonardo, ovviamente a Roma. Ora, due anni dopo e con un sacco di esperienze alle spalle, continuo a vivere qui a Roma, la mia prima scelta.
 
  • Nome
    Blanca Fuentes Aedo
  • città
    Roma
  • presso
    La Sapienza – Università di Roma
  • quando
    a.a. 2007/2008