La
cittadinanza dell'Unione, introdotta dal Trattato di Maastricht, prevede che sia cittadino/a dell'Unione
qualsiasi persona fisica cittadino/a di uno Stato membro. Conseguentemente, da una parte, la cittadinanza europea discende automaticamente dalla cittadinanza nazionale di un Paese membro e non richiede un'autonoma attribuzione. D'altra parte, essa è
complementare alla cittadinanza nazionale degli Stati membri in quanto vi si aggiunge e non la sostituisce.
La cittadinanza dell’Unione non ha solo un valore simbolico e politico, in quanto esprime un sentimento di appartenenza ed assicura una fonte di legittimazione nei confronti dell'Unione, ma è anche
fonte di diritti e di doveri.
I diritti propri della cittadinanza dell'Unione sono:
-Il diritto alla libera circolazione e il diritto di soggiorno nel territorio degli Stati membri dell’Unione europea. La libera circolazione delle persone nel territorio dell’UE comporta l’abolizione dei controlli alle frontiere interne e tale diritto può essere limitato solo in casi gravi ed eccezionali.
- Il diritto di voto attivo e passivo alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali nello Stato membro di residenza, alle stesse condizioni previste per i cittadini di quello Stato.
- Il diritto di beneficiare nel territorio di un paese terzo non appartenente all’Unione della protezione diplomatica delle autorità diplomatiche o consolari di un altro Stato membro, qualora il suo Stato di origine non vi fosse rappresentato, nella stessa misura in cui tale protezione viene concessa ai cittadini dello Stato membro in questione.
- Il diritto di petizione dinanzi al Parlamento europeo e il diritto di appellarsi al Mediatore designato dal Parlamento europeo per denunciare casi di cattiva amministrazione nelle attività delle istituzioni o degli organi dell'Ue.
- Il diritto di scrivere alle istituzioni o agli organi comunitari in una delle lingue degli Stati membri e di ricevere una risposta nella stessa lingua.
- Il diritto di accesso ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.
L'elenco dei diritti attribuiti al cittadino dell’Unione è suscettibile di
ampliamento tanto che il Consiglio può decidere in tal senso, deliberando all'unanimità secondo una procedura legislativa speciale e previa approvazione del Parlamento europeo. Per l’entrata in vigore di tali disposizione è necessaria l’approvazione degli Stati membri, conformemente alle rispettive norme costituzionali.
La cittadinanza europea è un tema trattato anche dalla
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione che le dedica il Capo V. Essa riprende i diritti menzionati, aggiungendo il diritto ad una buona amministrazione (art. 41) ed il diritto d'accesso ai documenti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione (art. 42).