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La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea -
Al fine di sancire in modo visibile l'importanza capitale dei diritti fondamentali e la loro portata per i cittadini dell'Unione europea, il Consiglio europeo di Colonia del 3-4 giugno 1999 ritenne che occorreva predisporre una Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Tale Carta doveva raccogliere «i diritti di libertà e uguaglianza, nonché i diritti procedurali fondamentali, garantiti dalla Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri, in quanto principi generali del diritto comunitario». Altresì, la Carta doveva «contenere i diritti fondamentali riservati ai cittadini dell'Unione». Inoltre, secondo lo stesso Consiglio europeo, il progetto di Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea doveva essere «elaborato da un organo composto di delegati dei capi di Stato o di governo e del Presidente della Commissione europea, nonché di membri del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali».

La composizione di questo organo, denominato "Convenzione", fu precisata in occasione del Consiglio europeo di Tampere il 15 e 16 ottobre 1999. La Convenzione era composta da 62 membri (15 rappresentanti degli Stati membri, 16 deputati del Parlamento europeo, 30 rappresentanti dei Parlamenti nazionali, un rappresentante della Commissione europea) e presieduta da Roman Herzog (ex Presidente della Repubblica Federale Tedesca). Parteciparono altresì ai lavori della Convenzione quattro osservatori: due rappresentati della Corte di Giustizia delle Comunità europee, due rappresentanti del Consiglio d'Europa, di cui un rappresentante della Corte europea dei diritti dell'uomo.

I membri italiani della Convenzione sono stati l'eurodeputata Elena Paciotti, il deputato Piero Melograni, il senatore Andrea Manzella e l'allora garante della privacy Stefano Rodotà. Nelle conclusioni del Consiglio europeo di Tampere (15-16 ottobre 1999) furono anche delineati i metodi di lavoro, successivamente specificati e integrati dalla stessa Convenzione. Un elemento rilevante di detti metodi riguarda la trasparenza dei lavori. Infatti, il Consiglio europeo di Tampere stabilì il principio della pubblicità delle deliberazioni e dei documenti presentati in occasione delle relative riunioni.

Il progetto della Carta dei diritti, fu consegnato ufficialmente il 2 ottobre 2000 al Presidente francese Jacques Chirac, Presidente di turno dell'Unione, per essere discusso ed approvato dal Consiglio europeo di Biarritz, il 14 e 15 ottobre dello stesso anno. Il progetto fu poi anche approvato con una raccomandazione dal Parlamento europeo il 14 novembre 2000. Successivamente, la Carta fu proclamata il 7 dicembre 2000 dai presidenti della Commissione, del Consiglio e del Parlamento europeo. Il Consiglio europeo di Nizza del 7, 8 e 9 dicembre 2000 ne ha poi sancito un’ulteriore approvazione con le seguenti conclusioni: «Il Consiglio europeo si compiace della proclamazione congiunta, da parte del Consiglio, del Parlamento europeo e della Commissione, della Carta dei diritti fondamentali, che riunisce in un unico testo i diritti civili, politici, economici e sociali finora enunciati in fonti diverse, internazionali, europee o nazionali. Il Consiglio europeo auspica che alla Carta sia data la più ampia diffusione possibile presso i cittadini dell'Unione ».

Infine, il 12 dicembre 2007 la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è stata nuovamente proclamata, dai presidenti della Commissione, del Parlamento e del Consiglio, a Strasburgo in vista della firma del Trattato di Lisbona che le ha attribuito un compiuto valore giuridico (art. 6 TUE).
 
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